Progetto di un impianto di Lombricoltura in Terra di Lavoro.

Eart Day Papa FrancescoIn remondo iolazione alle indicazioni lanciate dalla Comunità Scientifica Mondiale, ritengo che, oggi più che mai, sia necessario dare un contributo personale solido

e sostanziale alla protezione della Terra nonché alla salute dei suoi abitanti.

L’idea di sviluppare un impianto di Lombricoltura vuole essere una risposta positiva, seppur piccola e con i propri limiti,  ai tanti quesiti e sollecitazioni posti per un risanamento del Pianeta Terra, dalla Comunità Scientifica al mondo intero.

Un impianto di Lombricoltura presuppone l’utilizzo di un animaletto, appunto il Lombrico.
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Il Lombrico, per sua natura e caratteristiche viene definito “Spazzino del Mondo”  già da Aristotele intorno al 300 a. C. . L’humus da lombrico californiano (lombrico rosso), offre, dopo la sua digestione, un compost di primissima qualità, l’humus viene da molti ritenuto il migliore fertilizzante del mondo. Ricco di nitrati, fosfati e carbonato di potassio è usato nella coltura di ortaggi e piccole piante (i suoi enzimi sono 20 volte superiori a quelli del comune letame) e per la correzione di terreni agricoli ma anche di campi da golf. Per la sua naturale produzione è l’unico ammendante ammesso nell’agricoltura biologica.

La lombricoltura è un metodo naturale che consente la trasformazione della maggior parte di rifiuti organici in humus. Il “Lombrico Rosso” è una delle specie di lombrico, la più utilizzata, ingerisce i rifiuti trasformandoli in humus e migliora le proprietà chimico e fisiche del terreno aumentandone la fertilità.

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La presenza di lombrichi, infatti, incrementa del 55% la sostanza organica di un terreno, di quasi 2 volte il calcio,  2 volte il magnesio, 5 volte l’azoto, 5 volte il fosforo e 10 volte il potassio rispetto alle condizioni di partenza. Considerando che esistono circa 10000 specie di lombrico, ognuna delle quali è più o meno adatta dell’altra al clima e al tipo di terreno, la lombricoltura si può praticare ovunque.

I lombrichi ogni giorno producono tanto humus quanto è il loro peso.

Ognuno di noi può intraprendere la lombricoltura per favorire il compostaggio dei rifiuti organici a livello domestico, ma non sarebbe male sviluppare il tutto anche al livello imprenditoriale. Naturalmente creare un’impresa che produce humus con la lombricoltura implica investimenti su attrezzature/impianti di stoccaggio e la ricerca di partner che forniscano all’imprenditore, in quantità e in tempi prestabiliti, i rifiuti da compostare (ristoranti, alberghi, supermercati, mense, contadini con surplus di letame) in modo da assicurare una certa continuità di produzione, tutti fattori che in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando, scoraggiano l’imprenditore.

Un modo per rendere possibile tutto ciò è che tale progetto entri a far parte della carta d’intenti dell’ente pubblico più vicino al cittadino e cioè il Comune.

Il Comune dovrebbe preparare una delibera che contenga in se tutti i requisiti di reale utilizzo dei lombrichi in piccoli e grandi impianti. Oggi i costi principali per lo smaltimento dei rifiuti sono i trattamenti industriali, per l’organico in media €uro  100/ton. e i costi per il trasporto e la raccolta variano secondo gli accordi con le società di trasporto. Un sistema efficiente di compostaggio domestico e/o industriale eliminerebbe i costi e l’inquinamento prodotto da raccolta e trasporto dell’organico e produrrebbe un ottimo fertilizzante naturale.

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Anche con la nostra attività di lombricoltura e lombricompostaggio offriamo un contributo al rispetto dell’ambiente: i lombrichi possono smaltire gli scarti organici prodotti evitando il conferimento di questi nelle discariche. Non solo, con l’opera dei nostri animaletti si ha la trasformazione di un “rifiuto” in una “risorsa” preziosa: lo scarto organico viene trasformato in ottimo concime da utilizzare nella concimazione di aiuole, prati, orti, ecc.

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Grazie a queste strutture, i Comuni si possono proporre di abbattere le spese di trasporto e di conferimento dei rifiuti organici in discarica,  dare lavoro a persone del posto e utilizzare il prodotto ottenuto (humus) per la concimazione di parchi e giardini.

redatto da . . .

Franco Aucone

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